polisemia

sostantivo femminile

  • proprietà di avere più di un significato

Parola utilizzata dal 1954 e derivata dal greco polýsēmos attraverso il francese polysémie.

Il fenomeno della polisemia può dar vita a situazioni curiose, come nel caso della parola cubista, derivata dal latino cubu(m), derivato a sua volta dal greco kýbos ‘dado’.

(da G. Depping , Le meraviglie della forza e della destrezza agilità, flessibilità, destrezza, Milano, Treves Editore, 1870)

Il cubista infatti può essere un pittore che segue la scuola del Cubismo, dal francese cubisme (1910 ca.) e cubiste (1894), ma potrebbe anche essere un esperto giocatore del cubo di Rubik (1983, Zingarelli), oppure chi per professione balla sul cubo nelle discoteche (1995, Zingarelli). Né si può trascurare che nel Dizionario Artistico-Scientifico-Storico-Tecnologico-Musicale, con nozioni di estetica, di poesia epica, lirica e dramatica [sic] e di quanto collegasi colla [sic] musica, di Americo Barbieri, pubblicato a Milano nel 1872, cubista è anche chi pratica la cubistica, cioè “l’arte di fare dei pericolosi slanci [salti] appoggiando in terra il capo”, spesso accompagnato dal suono o dal canto.

Achille Campanile dall’idea del cubista cubista che per hobby fa il cubista, riprendendo un’antica tradizione di famiglia, avrebbe preso spunto per uno splendido pezzo, come quello nel quale racconta della quercia del Gianicolo sotto la quale andava solitamente a sedersi Torquato Tasso. La quercia, scrive Campanile, essendo abitata da un tasso, era per questo nota ad alcuni come “la quercia del Tasso del tasso” e a tutti gli altri come “la quercia del tasso del Tasso”.