ecocidio

sostantivo maschile

  • distruzione dell’ambiente naturale attuata consapevolmente.

Composto di eco– dal greco ôikos ‘casa, abitazione’ (di origine indeuropea), con –cìdio dal latino –cīdiu(m), da –cīdere, che nelle parole composte dotte significa ‘uccisione’.

Giovedì 14 novembre, rivolgendosi ai partecipanti al XX Congresso dell’Associazione internazionale di diritto penale, Papa Francesco è tornato a parlare di ecocidio come peccato, come già aveva fatto in occasione del Sinodo sull’Amazzonia, che si è svolto a Roma in ottobre, e in svariate occorrenze precedenti.

La parola, secondo lo Zingarelli e il Dizionario etimologico della lingua italiana che lo cita, sarebbe in uso dal 1973, ma un controllo con l’applicazione Google Books.it rivela però una storia più lunga e interessante.

La prima attestazione della parola ‘ecocidio’, con il significato di ‘distruzione di una città e dei sui abitanti’, si può fare risalire, infatti, a uno scritto di Giovanni Burcardo (ted. Johannes Burckard) vissuto tra il 1450 circa e il 1506, che fu Cerimoniere papale e vescovo d’Orte e di Civita Castellana.

Nella sua Epistola Burchardi, notarii Imperatoris, ad Nicolaum Sigebergensium abbatem, riportata da Ludovico Antonio Muratori nel Tomo VI del Rerum Italicarum scriptores (Scrittori di cose italiche) del 1725, Burcardo usa questa espressione a proposito della volontà di distruggere la città di Milano da parte dell’imperatore Federico Barbarossa.

In seguito, lungo tutto l’Ottocento e il Novecento, grosso modo fino al 1970, la parola è sempre usata, anche in senso figurato, per indicare la distruzione di una città e dei suoi abitanti. Mentre dal 1971 assume il significato moderno che le riconosce lo Zingarelli e che ritroviamo nelle parole di Bergoglio al congresso dei penalisti: “Come è stato segnalato nei vostri lavori, per ‘ecocidio’ si deve intendere la perdita, il danno o la distruzione di ecosistemi di un territorio determinato, in modo che il suo godimento per parte degli abitanti sia stato o possa vedersi severamente pregiudicato. Si tratta di una quinta categoria di crimini contro la pace, che dovrebbe essere riconosciuta tale dalla comunità internazionale. In questa circostanza, e per vostro tramite, vorrei fare appello a tutti i leader e referenti nel settore perché contribuiscano con i loro sforzi ad assicurare un’adeguata tutela giuridica della nostra casa comune”.