sardinitudine

sostantivo femminile

  • insieme dei valori e delle caratteristiche culturali attribuite al movimento delle sardine.

Parola derivata da sardina, nel senso di persona appartenente al movimento delle sardine, mediante il suffisso –itudine, utilizzato per formare nomi di status secondo un uso avviato a partire da negritudine (1961), un calco del francese négritude. Il suffisso è stato usato in parole come sicilitudine, sarditudine e casalinghitudine – coniato da Clara Sereni nel 1987 come titolo del suo secondo libro.

La parola sardinitudine è stata coniata dal maestro Ezio Bosso, che nel video con il quale ha partecipato, a Bologna, al Concerto in Piazza VIII Agosto del 20 gennaio organizzato dal movimento delle sardine, ha augurato a tutti i presenti: “Buona sardinitudine”.

Se l’inventore e il significato della parola risultano immediatamente chiari a tutti i commentatori, molto meno – come spesso accade – lo è la sua descrizione. Come abbiamo visto, non si tratta di ‘crasi’ come alcuni vanno dicendo, ma di una semplice parola derivata. Il termine crasi, che in effetti significa ‘mescolanza, fusione’, è un fenomeno del greco antico che, tra l’altro, riguarda soltanto la contrazione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola successiva e non certo, come si legge, l’unione “tra il pesciolino e la solitudine” con tutte le interpretazioni fantasiose anche se suggestive che ne sono poi scaturite.

La frequenza delle parole ’sicilitudine’ ‘sarditudine’ e ‘casalinghitudine’, secondo Google Ngram Viewer (il corpus dei testi è aggiornato al 2012).