infodemia

sostantivo femminile

  • rapida diffusione di informazioni non accurate, o incomplete, o false in grado di amplificare gli effetti di un problema (Manfredi G. Infodemia, Milano, Guaraldi, 2015).

Calco dal neologismo inglese infodemic, che ha il medesimo significato.

Il primo ad aver usato, e forse coniato, il termine infodemic per esprimere il concetto di ‘epidemia dell’informazione’, sembra essere stato David J. Rothkopf in un articolo dedicato alla SARS, pubblicato sul Washington Post nel maggio 2003. Rothkopf, che oltre a essere giornalista ha insegnato relazioni internazionali in numerose e rinomate università degli Stati Uniti, nell’articolo “When the Buzz Bites Back”, sostiene che nel caso della SARS, oltre all’epidemia legata alla malattia, si è verificata una vera e propria epidemia dell’informazione.

In seguito il termine è stato ripreso più o meno sporadicamente fino alla sua consacrazione globale da parte del World Economic Forum che, nel documento Global Risks 2006 – citato anche da Manfredi nel suo libro -, dopo aver descritto alcuni scenari di rischio, tra i quali il terrorismo e l’influenza pandemica, afferma che la mancanza di informazione o la disinformazione possono contribuire a diffondere il panico con gravi conseguenze, tanto che “l’infodemia può avere conseguenze tanto gravi quanto il rischio stesso”.

Il termine è tornato alla ribalta anche in Italia, e proprio nel caso della nuova infezione da coronavirus, a causa della presa di posizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, che il 2 febbraio dopo avere formalmente denunciato il rischio costituito dalla infodemia, a proposito dell’epidemia del coronavirus 2019-nCoV, ha comunicato di avere appositamente istituito un gruppo di esperti di comunicazione e social media allo scopo di combatterla.