flash mob

locuzione sostantivale maschile invariabile

  • riunione di gruppo di persone (convocate tramite un’e-mail, messaggio di testo o altro) in un determinato momento e luogo per eseguire un’azione insolita e predisposta in anticipo, prima di disperdersi.

Prestito non adattato dalla locuzione inglese flash mob, che compare per la prima volta con questo significato nel giugno 2003, per descrivere un evento organizzato da Bill Wasik, che all’epoca lavorava per l’Harper’s Magazine. Il flash mob architettato da Wasik aveva l’obiettivo di raccogliere più di un centinaio di persone presso il reparto tappeti del grande magazzino Macy’s di Manhattan. I partecipanti dovevano sostenere che, facendo parte di un unico gruppo familiare che doveva acquistare una tappeto, avevano deciso di vederlo tutti insieme per poter così decidere sull’acquisto migliore.

Il fenomeno dei flash mob, da scherzo goliardico, è presto diventato anche strumento di denuncia e protesta, senza trascurare il suo utilizzo anche in campo pubblicitario e politico. La diffusione è stata assai ampia e veloce: il primo flash mob in Europa si è svolto a Roma nel luglio 2003 presso le Messaggerie Musicali.