domenica 15 – sabato 21 marzo

Un raggio irrompe nella hit parade di questa settimana, prevalentemente dedicata, com’era prevedibile, alla pandemia. E’ un raggio di luce, di speranza. E’ la primavera tanto attesa, che giovedì 19 marzo si aggiudica 2 milioni di clic. Tanti, quanti se n’è aggiudicati la voce “Conte” il giorno dopo, forse perché anche sul presidente del Consiglio gli italiani che frequentano la Rete hanno riposto qualche speranza: di capire se c’è una via d’uscita a questa brutta svolta della nostra vita, se qualcuno sta facendo effettivamente qualcosa per debellare il virus, se i provvedimenti sempre più drastici riescano finalmente a entrare nella testa di tutti, in modo che l’Italia esca dal tunnel.

Fonte dei dati: Google Trends (https://www.google.com/trends)

Com’è naturale, tutti le voci che hanno a che fare con il virus sono al centro dei nostri interessi quotidiani. Interessano, e preoccupano, le conseguenze. Così, domenica 15, più di un milione di clic si sono concentrati su “Decreto cura Italia” e, martedì 17, su “Nuovo autocertificazione Covid”. Lo stesso interesse si è avuto mercoledì 18 per la “Festa del papà”, non proprio una novità, ma neppure un evento negativo, da farci una malattia. Anzi: la nostra voglia di vivere è testimoniata da quanti nello stesso giorno hanno cercato “Zeppole di San Giuseppe” (mezzo milione) e “Crema pasticcera” (centomila). Sempre mercoledì mezzo milione di persone si sono aggiornati su “Scuole chiuse”.

Nella zona alta della hit parade questa settimana compare il nome di Ignaz Semmelweis (venerdì 20). Merito del doodle che gli ha dedicato Google. Si tratta, come abbiamo imparato tutti noi che lo abbiamo letto, e che colpevolmente lo ignoravamo, del medico ungherese che, letteralmente, ci insegnò a lavarci le mani. Nato nel 1818 a Buda, Semmelweis è passato alla storia della medicina come il “salvatore delle madri” perché aveva scoperto che molte donne morivano di febbre puerperale perché i medici le infettavano, in quanto non si lavavano le mani. Più fortunate le donne assistite dalle ostetriche, molto più pulite e attente dei ginecologi all’incolumità delle partorienti. Semmelweiss morì a Vienna, nell’ospedale psichiatrico dove era stato internato, a causa di un’infezione provocata dalle percosse delle guardie che lo avevano in custodia.