domenica 22 – sabato 28 marzo

La clausura forzata stimola la fantasia? In tempi di Coronavirus la domanda è più che lecita. E Google Trends ci aiuta a rispondere, visto che è uno strumento molto sensibile e riesce a tracciare in modo piuttosto netto il perimetro degli interessi prevalenti del popolo della Rete.

Fonte dei dati: Google Trends (https://www.google.com/trends)

Al primo colpo d’occhio si può rispondere che non è la fantasia a guidare le ricerche quotidiane. Anzi, la barra del timone pare essere sintonizzata sulla realtà stretta. “Autocertificazione” è la parola più cercata in settimana: più di due milioni giovedì 26, un milione lunedì 23. Un milione di click se li è aggiudicati un altro capitolo della neoburocrazia virale: “Nuovo decreto Coronavirus”, domenica 22 marzo. Addirittura mezzo milione in più della “Indulgenza plenaria”, con cui giovedì 26 si sconfina nel campo del sacro, al seguito di “Papa Francesco” (un milione) protagonista di una delle più toccanti e suggestive invocazioni “Urbi et orbi” (200mila click) presentadosi da solo in una piazza San Pietro deserta e incupita dalla pioggia.

Papa Francesco domina la scena, con la sua sofferenza esibita senza filtri. Ma non è l’unico personaggio a catturare l’interesse degli italiani. L’altro che si aggiudica gran copia di contatti è il “Principe Filippo”, che sicuramente avrebbe fatto a meno di tanto interesse (un milione, mercoledì 25) pur di non risultare contagiato. E invece il virus non fa sconti e non guarda in faccia nessuno, evidentemente. Gli altri personaggi che, a diverso titolo, catturano l’attenzione collettiva sono il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (mezzo milione, sabato 28; 200mila domenica 22; martedì 24), Lucia Bosè (500mila, lunedì 23), Mina (200mila, sempre lunedì), Alberto Sordi (500mila, martedì 24), Bertolaso e Borrelli, i due capi della Protezione civile di ieri e di oggi (220mila, martedì), Mario Draghi (50mila, mercoledì 25), Boris Johson (mezzo milione, venerdì 24), il Presidente della Repubblica Mattarella (200mila, sempre venerdì), la ballerina Francesca Tocca (centomila, sabato) e Ursula Von der Leyen (centomila, sempre sabato). Insomma, se è vero che la realtà guida le ricerche in Rete, è pur sempre la tivù con i suoi palinsesti che la condiziona: Sossio Aruta, 200mila mercoledì 25; John Wick, centomila nello stesso giorno; Joy, 50mila sempre mercoledì.

Ci sono assenze che pesano più di presenze importanti e significative. La più clamorosa è quella che riguarda il premio Nobel per la letteratura Bob Dylan. Il quale, venerdì scorso, ha pubblicato (si trova su YouTube) una nuova canzone, “Murder Most Foul”, dedicata all’assassinio di John F. Kennedy. Senza alcun preavviso, dopo otto anni di silenzio. Ebbene, Google trends non registra alcuna ricerca, almeno ai piani alti della hit parade. Può darsi che questo sia dovuto al fatto che siamo tutti un po’ invecchiati e che Bob Dylan sia un mito un po’ appannato. Oppure che, conquistati dall’inedito, i frequentatori della Rete siano ancora occupati a decifrare tutti i messaggi nascosti nella canzone, che dura 16 minuti e 56″ e ha un testo di oltre 1.400 parole. Misteri che sono presenti anche nel video di Dylan, a partire dall’etichetta di quella bottiglia di bourbon: “Heaven’s door”, o dalla raccomandazione ai suoi fans: “State al sicuro, state attenti e che Dio sia con voi”.