domenica 19 – sabato 25 aprile

Il Paese è in ansia per l’avvio della Fase 2, quella che consentirà più o meno definitivi ritorni a una non meglio identificata normalità in era pandemica. C’è però una centralità mai sopita nel pensiero del popolo che frequenta la Rete: la mamma. E’ per questo, forse, che con notevole anticipo sul calendario, nella settimana che ha come evento centrale il primo 25 Aprile virtuale, senza le piazze, mercoledì 22 ben centomila naviganti hanno cliccato sulla voce “Festa della mamma”.

Fonte dei dati: Google Trends (https://www.google.com/trends)

In tempi incerti e grami come questi, altri centomila click su “Giornata della Terra” suonano in modo confortante. Segno che c’è ancora qualcuno che si interroga sullo stato di salute del nostro pianeta, che si preoccupa del futuro nonostante pandemia, inquinamento e impoverimento delle risorse. I motivi per interrogarsi sono parecchi. C’è voluto un virus capace di bloccare il mondo, per dimostrarci che il nostro sistema di sviluppo non andava: i dati confermano che chiuse le fabbriche, rallentato il traffico, spenti i motori l’aria ha cominciato a migliorare, i fiumi a depurarsi, gli animali a riprendersi alcuni degli spazi che l’uomo aveva loro sottratto. Sono sempre più numerosi, a questo proposito, gli avvistamenti di animali che vengono a curiosare nelle nostre strade sempre più deserte. Qualcuno si avvicina addirittura alle nostre case, quasi a cercarci. E noi? Incollati ai nostri computer cerchiamo “Animali fantastici” (lunedì 20, 500mila click) oppure creature particolari come il “Pangolino” (centomila, mercoledì 22). E’ la legge del contrappasso, nella versione accelerata del Covid-19: noi in gabbia e gli animali a curiosare dalle nostre finestre.

La settimana appena trascorsa ha registrato una operazione editoriale di cui soltanto nelle prossime settimane si potrà cogliere la reale portata. La holding della famiglia Agnelli ha nominato Maurizio Molinari direttore di Repubblica, licenziando Carlo Verdelli, e messo a capo della Stampa Massimo Giannini, Mattia Feltri è stato nominato direttore dell’Huffington Post. Con questa operazione John Elkann, presidente di Exor per il gruppo Gedi, regna di fatto sul mondo editoriale. La Rete ha registrato questo scossone con un certo aplomb: 200mila click sul nome di Maurizio Molinari, giovedì 23 aprile, e 50mila su Mattia Feltri, nello stesso giorno. Tanta sostanziale freddezza la dice lunga sul rapporto che ormai si è consolidato da tempo tra il mondo abituato al virtuale e quello sempre più ridotto che, ancora, frequenta le edicole.

Capitolo 25 Aprile. Quest’anno per la prima volta non si sono potute tenere le manifestazioni nel giorno della Liberazione. Le piazze sono state sostituite dai balconi. E per la prima volta il balcone, che per decenni nel nostro Paese ha evocato tristissimi ricordi, si è trasformato in un luogo di testimonianza e partecipazione democratica, con tricolori sventolanti e canti – Bella ciao, ma anche le altre canzoni legate alla Resistenza – in ogni quartiere di ogni città. Una grande festa collettiva, allegra, nonostante tutto. E la Rete, fin dal giorno prima, venerdì, ha registrato tutta questa mobilitazione a più voci. Mezzo milione di contatti su “25 Aprile”, altri 500mila su “Bella Ciao”, 200mila su “25 Aprile”, centomila su “Festa della Liberazione”. Chiusura con i centomila che, il giorno dopo, hanno augurato a tutti “Buon 25 Aprile 2020”.

Infine, poteva la Rete rimanere insensibile al grande giallo sulla morte del dittatore coreano Kim Jong-un? Naturalmente no. Infatti, sul suo nome Google Trends ha registrato più di un milione di contatti venerdì 24, anticipati martedì 21 da centomila click su “Kim Jong”. Lo stesso numero di click che, il 21, ha avuto la Regina Elisabetta, sempre presente nella mente e nel cuore dei navigatori on line. Incrollabile.