congiunto

sostantivo maschile (femminile -a)

  • parente

Dal latino coniŭnctu(m), participio passato del verbo coniŭngere (composto di con– e iŭngere ‘unire’). Attestato in italiano dal XIII secolo nei versi di Inghifredi da Lucca (con il significato di ‘coniuge’).

Come si sa, l’esatta interpretazione della parola congiunti è stata molto dibattuta in seguito al Dpcm del 26 aprile, che definisce le misure per la cosiddetta Fase 2 dell’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia di COVID-19. Se si considerano “necessari gli spostamenti per incontrare i congiunti”, diventa naturalmente molto importante sapere chi siano esattamente i congiunti. Da qui il picco di ricerche su Google e la consultazione meticolosa dei dizionari domestici, con esiti che spesso non risolvono in modo convincente l’interpretazione del termine.

Secondo il rapporto ISTAT sul territorio 2020, soltanto quattro italiani su dieci hanno letto più di un libro per motivi non scolastici o professionali nei 12 mesi precedenti, e solo due di loro ne hanno letti più di tre. Ed è un vero peccato. Se fossimo un paese di lettori più forti potremmo dare tutta la colpa dell’attuale confusione interpretativa a Boccaccio che, scrivendo nell’Introduzione alla Prima giornata del Decamerone di “sette giovani donne tutte l’una all’altra o per amistà o per vicinanza o per parentado congiunte”, ha dato modo ai redattori della prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612) di dare di congiunto una definizione assai più ampia di quella prevista dall’attuale normativa.