gentiluomo o galantuomo?

Il 20 maggio 2020 è morto Luigi Simoni, ex allenatore dell’Inter. Nei numerosi articoli di cordoglio alcuni giornalisti lo ricordano come un galantuomo, altri come un gentiluomo, altri ancora come un gentiluomo e un galantuomo. Anche i principali dizionari dei sinonimi non aiutano, perché indicano le due parole come sinonime. ma è davvero così?

Abbiamo deciso di approfondire la storia delle due parole scoprendo così qualcosa di interessante.

gentiluòmo (sostantivo maschile)

  • uomo di nobile origine
  • uomo dal contegno signorile e leale

Dal latino gentilē(m) ‘che appartiene alla stessa stirpe’. Attestato nella lingua italiana dal 1300, Gentiluomo (da cui si è tratto in seguito gentildonna), potrebbe essere un calco dal francese gentilhomme, attestato in questa lingua nella forma gentil hom già dal XI secolo e nella forma moderna gentilhomme dal XIII secolo.

Sebbene a volte sia usato come sinonimo di galantuomo, il termine gentiluomo ha origine e significato diversi. Quando non viene usato per indicare un nobile, gentiluomo indica comunque qualcuno che si comporta come se lo fosse, avendo naturalmente come presupposto che la nobile origine conferisca altrettanta nobiltà al comportamento. Non è sempre così e non è un caso, forse, che l’uso del termine si vada rarefacendo nell’uso contemporaneo.

Le frequenze d’uso di ‘gentiluomo’’ e ‘galantuomo’, secondo Google Ngram Viewer (il corpus dei testi è aggiornato al 2012)

galantuòmo (sostantivo maschile)

  • uomo onesto e leale

Originariamente composto da galante e da uomo, attestato in italiano dai primi del 1500. L’aggettivo galante, è presente nella nostra letteratura già dal 1400 e deriva dal francese antico galant (participio presente del verbo galer), ‘che si diverte’. Nel Cinquecento-Seicento forse anche grazie al contatto con gli Spagnoli il significato del termine viene modificato in ‘gentile, grazioso, gaio e amorevole’. È solo verso la fine del 1600 che la parola galantuomo assume un significato simile a quello odierno. Nelle sue note al Malmantile racquistato, del 1688, il letterato Paolo Minucci scrive: “Galant’huomo, ed huomo dabbene. Si posson dir sinonimi; ma strettamente galant’huomo vuol dire huomo di garbo, e come dicono i Franzesi, onest’uomo; e oltre a ciò amorevole, ed alla mano, ed huomo dabbene vuol dire huomo di coscienza, huomo d’anima, e che fa opere buone”.