brugola

sostantivo femminile

  • vite con testa a incavo esagonale

Dal nome del produttore, Egidio Brugola.

Dall’arazzo (dal nome della città francese di Arras), alla lavagna (cittadina ligure presso la quale se ne trovano le cave), dal pullman (progettato dall’ingegnere americano George Mortimer Pullman), allo zampirone (dal cognome del suo inventore Giovanni Battista Zampironi), sono molte le parole di uso comune che derivano dai nomi propri di persona o di luogo collegati alla loro origine. Si chiamano eponimi, dal greco epṓnymos, composto di epi ‘sopra’ e ónoma ‘nome’.

Il termine brugola è un eponimo che deriva da Egidio Brugola, che nel 1945 ha brevettato una variante di vite a testa incavata esagonale che viene allentata o serrata da una di quelle chiavi a brugola che tutti noi, che abbiamo montato almeno una Billy, abbiamo imparato a conoscere. Gli intenditori naturalmente sanno che in inglese la chiave a brugola si chiama allen key, marchio registrato dalla Allen Manufacturing Company of Hartford (Connecticut, USA) intorno al 1910, e che è da questo termine che derivano il francese clé Allen, lo spagnolo llave Allen e il russo Ключ Аллена (Klyuch Allena). Brugola, inteso come denominazione, naturalmente, non ha dunque avuto molta fortuna oltre i confini nazionali. Ma ci sono eponimi a cui è andata molto peggio, come nel caso di manigoldo che, secondo alcuni studiosi di etimologia, deriva da un certo Manigold (XI secolo), autore di alcuni testi contro gli eretici, che mai avrebbe immaginato che il suo nome non sarebbe stato ricordato come quello di un difensore della fede, ma come sinonimo di furfante e briccone.